il testo del mio intervento all incontro dirigenti ed eletti

Cari amici,

utilizzando in parte le vostre riflessioni, in parte le mie, di seguito il testo del mio intervento:

Il Sistema economico, politico e sociale di questo paese è, letteralmente, in frantumi. La distanza tra Stato e società non è mai stata così elevata. Le differenze economiche e sociali crescono,cosi come cresce la consapevolezza che la possibilità di contare e di decidere sulla propria vita e sul proprio Futuro è pari a zero, quotidianamente frustrata da decisioni verticistiche e incontrollabili.

Le famiglie,e le imprese impegnate a far fronte alle drammatiche conseguenze sociali della crisi, vivono con ancora piu insofferenza i privilegi e l’immoralità dei politici.

Per questo motivo (le elezioni siciliane sono solo l ultimo esempio) lo stesso desiderio di partecipazione politica si affievolisce, riducendosi in esplosioni di rabbia, alla Fuga dal voto o all’adesione di proposte più o meno populiste o demagogiche.

Ci è stata venduta l idea che la gestione dell’emergenza debba prevalere e automaticamente cancellare i diritti delle persone, quasi che, fare un volo pindarico in un passato oramai superato e per liberarci dal quale tanto sangue abbiam versato, rappresenti l’ unica via possibile per vivere un futuro.

Ci è stata venduta ( ed oramai è acquisita) l’idea che ogni scelta intrapresa per porre rimedio allo stato attuale di cose è “imposta dall’Europa” (cioè dai Mercati e banche). Questa è stata la posizione da tempo abbracciata dal Pd, dal pdl e dall’ udc che si è tradotta nell’appoggio senza se e senza ma al governo Monti, nel concorso all’approvazione del cosiddetto fiscal compact e della modifica costituzionale sul pareggio di bilancio, nella riduzione del contributo alle tutele del lavoro, nel sostegno alle grandi opere, nel frequente aggiramento dell’esito referendario in favore dell’acqua pubblica eccetera.

Noi dell’ Italia dei valori siamo mossi dalla convinzione che, partendo dalla carta costituzionale, esiste un’alternativa convincente alla politica liberista che, in tutta Europa, sta distruggendo il tessuto sociale senza dare soluzione.

L’ articolo 49,ad esempio, ricorda a tutti noi che «tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere in modo democratico a determinare la politica nazionale». La formazione dei partiti è libera, anzi, incoraggiata dalla stessa costituzione, che per questo motivo utilizza il plurale (“partiti”) rendendo inimmaginabile uno scenario con una sola, unica e grande formazione politica.

Val la pena di ricordare infatti che ai partiti è riconosciuta la funzione di determinare la politica nazionale, in concorrenza tra di loro, il che vuole sottolineare come le ampie e allargatissime coalizioni di moda in questi ultimi tempi rappresentino in realtà una stortura, l’ ennesima, al dettato costituzionale. Di più: i partiti devono rispettare il metodo democratico, ovvero il principio per cui la minoranza deve rispettare le decisioni della maggioranza, ma ha la piena libertà di agire, con tutti i mezzi pacifici a sua disposizione, per diventare a sua volta maggioranza e assumere la guida del paese. Le continue polemiche ed i continui attacchi dunque, all’ operato ed alle scelte di IDV rappresentano la prova provata del clima di questi tempi.

In questi mesi infatti, mentre l’ Italia dei valori depositava i quattro quesiti referendari per tentare di porre un argine alle prepotenze della casta e per difendere i diritti dei cittadini, mentre si combatteva in difesa degli esodati, in difesa di una comunicazione libera e non politica, mentre ci si dimenava contro un sistema che ha fatto del voto di fiducia il suo strumento quotidiano, mentre le scuole, la sanità, i trasporti venivano di fatto smantellati e resi sempre più inaccessibili, molti dei partiti presenti alla camera si adopravano per sancire donchisciottesche alleanze atte a garantire la loro propria presenza al governo nella prossima legislatura.

In questo momento il nostro partito sta pagando pesantemente la scelta di non essersi voluto piegare a questo unico, grande fronte. I fatti delle ultime settimane sono stati montati, amplificati e divulgati con il chiaro intento di zittire l unica voce fuori dal coro. Sicuramente le responsabilità sono in gran parte anche nostre, ma se è vero che errare è umano è pur vero che perseverare sarebbe diabolico.

Quanto accaduto mostra come sia indispensabile un’iniziativa politica nuova e intransigente, un’iniziativa che porti alla costituzione di un polo alternativo agli attuali schieramenti, un’iniziativa che parta dalle centinaia di migliaia di persone che nell’ultimo decennio si sono mobilitate in mille occasioni ed arrivi alla creazione di un sistema che rifiuta l’autoritarismo come metodo, che sa garantire il pari rispetto delle opinioni di ogni militante, sia questo dirigente o semplice iscritto, rifiutando il formarsi di potentati paternalistici, nella convinzione che gli organi territoriali abbiano il dovere di opporsi alla formazione di oligarchie autoreferenziali, affinchè sia garantita a tutti la possibilità di essere rappresentati e di concorrere alla vita politica del Paese.

Riteniamo inoltre che in questa delicata fase, ognuno di noi debba vigilare perché questa formazione sia autonoma dai condizionamenti dei poteri organizzati, perché essa agisca sempre in maniera giusta e mai per convenienza.

Dobbiamo impedire che questa formazione divenga la casa di coloro che interpretano la gestione della cosa pubblica come mezzo per il soddisfacimento di bisogni personali o amicali. Dobbiamo adoprarci con tutte le nostre forze per renderla invece la casa delle persone oneste, di quelle persone che vogliono contribuire ad un nuovo,grande, progetto riformista che deve essere messo in campo per ammodernare il Paese, anche e soprattutto a partire dalle amministrazioni locali.

Il nostro futuro dipenderà dalla nostra capacità di trasformarci in una vera fabbrica di idee e competenze, impegnandoci per impedire la passività di iscritti e simpatizzanti, garantendo il massimo scambio di conoscenze ed esperienze politiche fra gli iscritti, in un confronto vivace, sano e sereno, garantendo a questo modo la crescita di tutti.

La consultazione elettorale del 2013, dovrà costituire un momento di svolta per il nostro Paese, dimostrando che di fronte all’ incapacità delle forze politiche tradizionali di rispondere a una diffusa richiesta di pulizia e moralità, un diverso scenario è possibile.Uno scenario che sia differente dallo strapotere attuale della casta, ma anche e soprattutto da quella che viene definita, ad oggi, l’ unica vera alternativa, la ‘democrazia del web’, che, a mio avviso, sotto la promessa della consultazione permanente dei cittadini, nasconde, come già sottolineato da molti, la realtà di un centralismo decisionale.

Vorrei inoltre sottolineare come la nuova proposta di legge anticorruzione , nella quale al candidato si chiede solo di essere incensurato, in realtà rappresenta un blando contentino che mira a ripulire la facciata, senza lavorare dove in realtà ci sarebbe bisogno, le fondamenta.

Possiamo proporre un modello alternativo ponendo ad esempio il nostro partito. Attraverso queste elezioni potremo mostrare un modo diverso di fare politica:

1)facendo delle competenze, del merito, della volontà popolare il criterio principale per le candidature.

2)imponendo il vincolo delle 2 mandati, senza artifizi, senza deroghe, senza cavilli, senza consecutività o simili

3)impedendo in ogni assise la candidatura di esuli, supermegatrombati, poltronisti, divi del cinema, del calcio, compagni di golf, e chi piu ne ha piu ne metta.

Il decalogo ptrebbe seguire all’ nfinito, ma, ne siamo convinti, di cavilli e paletti se ne potrà fare tranquillamente a meno se utilizzeremo, nelle nostre scelte, il senso di responsabilità, l’ onestà e la serietà.

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