IL VERO SPREAD TRA ITALIA E GERMANIA

Premetto che non sono una grande tifosa, ma, c’ è da ammetterlo, osservare ieri le strade della mia città inspiegabilmente deserte nell’ orario della partita, constatare che pub, bar, club, parrucchieri, supermercati ecc erano organizzati (e pieni) per guardare la partita, mi ha molto commossa.

Nella società dell’ individualismo più completo, in un mondo in cui il massimo di interazione che ci si permette è attraverso un pc, un telefonino o un altro, nell’ era che ha decretato la morte della piazza e dei ritrovi sociali, il calcio possiede ancora qualità aggreganti e crea ancora l’ idea di appartenenza.

Una cosa francamente neppure molto esplicabile, visto che il mondo del pallone, con tutti i suoi scandali, dovrebbe aver convinto i più di quello che con le indagini oramai sarebbe chiaro pure ad un sasso: le partite sono truccate e non sempre vince il migliore. Ciò nonostante in 23.255.000 davanti alla tv a gridare forza azzurri, uno share del 79.55%, allineandosi negli indici di gradimento a Italia-Germania del 2006, quando la Nazionale incontrò i tedeschi nella semifinale dei Mondiali. In tempi in cui i partiti politici, i media, i gruppi religiosi perdono adepti, il mondo dei tifosi rimane stabile e continua a credere ciecamente ed a “militare”indefessamente, nonostante la crisi.

Eh si, la crisi. Questa crisi di cui abbiamo incolpato prima gli USA ed ora l’ Europa, soprattutto la Germania della “Culona inchiavabile”. Molti gli sfottò al primo ministro della Germania Angela Merkel, qualcuno si maschera come lei, qualcuno allude a spread ed economia, convinti che questo schiaffone calcistico, i tedeschi se lo meritassero proprio. Loro la il loro menefreghismo rispetto alle sorti della Grecia, della spagna, dell’ Italia. Noi ci siamo impegnati, abbiamo pure eletto il Professorone ed i banchieri, e poco importa se per un ventennio come la cicala abbiamo cantato e suonato il mandolino mentre questi si facevano il culo per uscire dalla crisi, lavoravano, riducevano le loro spese inutili, rivedevano e riordinavano i conti noi, o meglio, la nostra classe dirigente, si dava alla pazza gioia, aviotrasportando mignotte e spigole, spendendo e spandendo in un modo inaccettabile e tutelando l’ interesse di lobbisti e ladri, taceva su evasione fiscale e quanto altro. Bene, dopo venti anni di questa vita, ora che i conti di stato, anche x colpa di consulenze, partecipate e carrozzoni vari, sono in profondo rosso, senza neppure tentare una patrimoniale (il governo cadrebbe domani), senza ridurre costi di politica e pubblica amministrazione, pretendiamo da Merkel e dai tedeschi aiuto e speriamo in ciò solo perché da 4 mesi a questa parte abbiamo cambiato burattinaio (ma non regia, tantomeno costumi).

Allora, a mio avviso, ben venga la gioia per la vittoria del nostro paese, ben venga l’ orgoglio e il senso di appartenenza, ma ragazzi, per favore…ricordiamo che noi avremo vinto nel pallone, ma per vincere la battaglia della crescita, più che sui piedi, dovremo puntare sule teste!!

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