Sulla vicenda di canale 10 e dei media in genere…

La delicata vertenza di Canale 10 è stata portata all’attenzione del Governo. Questa mattina, infatti, l’on. Fabio Evangelisti, ha depositato a Montecitorio un’interrogazione per incalzare il Governo affinché faccia luce sulla vicenda della storica emittente fiorentina, che sta gravemente minando la professionalità dei giornalisti impiegati e desta non poche preoccupazioni per la non chiara gestione delle frequenze di trasmissione concesse dallo Stato.
“E’ una vicenda torbida – commenta Evangelisti – dalla quale emerge innanzi tutto un dato chiaro e inequivocabile: si sta giocando una partita molto pericolosa sulla pelle dei dipendenti. Nel 2009 vengono minacciati di licenziamento dall’editore Ctg, oggi, da quando l’emittente è stata rilevata dalla Iassu Limited di Gennaro Ruggiero, non sono state pagate le prime tre mensilità del 2011. Una situazione tesa, nella quale i dipendenti sono divenuti una sorta di arma di ricatto fra l’editore uscente e quello entrante, in un braccio di ferro che ben poco ha a che vedere con la tutela dei posti di lavoro e i principi di corretta informazione che dovrebbero ispirare un network”.
“Nel frattempo – continua Evangelisti – sono venuti meno anche i mezzi minimi indispensabili per garantire il lavoro e la produzione dell’emittente, come l’auto aziendale, la mazzetta dei quotidiani, il telepass per la Ztl fiorentina e l’autostrada. Tutte scelte che fanno ipotizzare una scelta attiva di paralizzare la produttività quotidiana dell’emittente, al punto che, lo scorso 5 aprile, il direttore Umberto Cecchi ha ufficializzato le proprie dimissioni. In queste condizioni, infatti, esercitare la propria professione diviene difficile e frustrante”.
“Noi di Italia dei Valori – aggiunge Evangelisti – siamo da sempre in prima fila a difesa delle professionalità, dei diritti e delle libertà del mondo dell’informazione. È una battaglia fondamentale, che stiamo propugnando da tempo a livello nazionale contro le distorsioni del regime mediatico berlusconiano, penso per esempio alla legge bavaglio, e che stiamo traducendo in azioni concrete anche in Toscana”.
Per quanto mi riguarda mi preme ribadire che noi di Italia dei Valori, vogliamo farci carico di questa preoccupante crisi dell’editoria nella nostra regione. La chiusura di testate come l’edizione locale del Manifesto, del Corriere di Livorno, le crisi sfiorate da quotidiani come L’Unità o il Giornale della Toscana, le difficoltà in cui versano molte emittenti locali come, appunto, Canale 10, per non parlare di tutti quei professionisti che scontano sulla propria pelle la piaga del precariato e della crisi, impongono una serie riflessione sulle prospettive di sviluppo dell’informazione. Ogni giorno, infatti, in Toscana chiudono piccole testate, anche radiofoniche e televisive.
In merito alla grave crisi dell’informazione regionale Italia dei Valori Toscana ha avviato una campagna di ascolto e confronto con il mondo della comunicazione toscana, tesa a costruire un percorso di rilancio di tutto il tessuto dell’informazione. Per questo per la fine del mese di giugno, terminata l’importante e democratica battaglia referendaria, stiamo organizzando con la preziosa collaborazione dell’Associazione Stampa Toscana, un convegno che spiani la strada alla creazione di un tavolo permanente, come già avvenuto in altre regioni, sul tema. Una grande giornata di approfondimento e sintesi sull’editoria e la comunicazione della nostra regione, che sarà impostato sul modella di diverse tavole rotonde che andranno a toccare le diverse problematiche di un mondo così complesso, dalla carta stampata alle tv, dai diritti dei lavoratori al ruolo delle nuove tecnologie. Vogliamo, in questo modo, costruire un percorso di rilancio di tutto il tessuto dell’informazione, con attenzione alla rappresentatività dei territori e alle professionalità del settore. Vogliamo comprendere i problemi, le difficoltà, le distorsioni del sistema mediatico toscano direttamente dai suoi protagonisti, e attivarci affinché questo settore, fondamentale per molti lavoratori ma anche per tenere vivo il valore più profondo della nostra democrazia, possa uscire dalla fase di stagnazione che lo travolge e ritrovare una sintesi propulsiva tra i pilastri storici dell’informazioni toscana e le nuove imprescindibili forme del comunicare.

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