Approcciarsi agli investimenti col pensiero laterale

Qualche giorno fa ho letto su un sito un bellissimo articolo a firma Benetti che affrontava il tema della crisi dei mercati finanziari sfruttando il pensiero laterale in luogo del tradizionale approccio di tipo verticale.

Ma illustriamo anzi tutto cosa sia questo modo di riflettere ed, in seconda battuta, in che modo utilizzarlo nell’ approccio con il nostri clienti. Per praticità sfrutto la sintesi di wikipedia: “Con il termine pensiero laterale, coniato dallo psicologo maltese Edward de Bono, si intende una modalità di risoluzione di problemi logici (problem solving) che prevede un approccio particolare, ovvero l’osservazione del problema da diverse angolazioni, contrapposta alla tradizionale modalità che prevede concentrazione su una soluzione diretta al problema., di tipo verticale. Una soluzione diretta prevede il ricorso alla logica sequenziale, risolvendo il problema partendo dalle considerazioni che sembrano più ovvie, il pensiero laterale se ne discosta (da cui il termine laterale) e cerca punti di vista alternativi per cercare la soluzione.Il principio che sta alla base di questa modalità è simile al pensiero divergente: per ciascun problema è sempre possibile individuare diverse soluzioni, alcune delle quali emergono solo prescindendo da quello che inizialmente appare l’unico percorso possibile cercando elementi, idee, intuizioni, spunti fuori dal dominio di conoscenza e dalla rigida catena logica”.

In sostanza, si tratta di mettere in pratica la storiella del dentifricio, avete presente?

Le figure apicali di una importante azienda di dentifricio si riuniscono per capire quale sia la strategia migliore per aumentare le vendite del prodotto ed ognuno affronta la questione dal proprio punto di vista, guidato da quella che è la sua diretta area di competenza. Il marketing propone campagne pubblicitarie con nomi altisonanti, gli ingegneri lo studio di nuove tecnologie  per combattere i problemi parodontali, l’ ufficio prezzi un aumento. Ore ed ore trascorse in breefing snervanti studiando costi e benefici fino a che, un cameriere che sta servendo l’ ennesimo caffè nella sala non si intromette suggerendo di ampliare di pochi millimetri il foro d uscita del tubetto. Ecco a voi il pensiero laterale.

Ok, ma in tema di investimenti, in che modo è possibile coniugarlo? Il 2018 è stato, per i mercati finanziari, esattamente come l’ annus horribilis del dentifricio che abbiamo preso ad esempio:il disastro peggiore del decennio, con tutte le classi di attivo che hanno registrato rendimenti negativi, con buona pace di tutti quelli che gongolano della loro scelta di aver mantenuto i soldi in liquidità. Come giustamente fa notare Benetti, il risparmiatore, col pensiero verticale osserva che Francoforte è stata nel 2018 la borsa peggiore d’ europa. Se utilizzasse il pensiero laterale e cambiasse prospettiva, per esempio usando il fattore tempo, potrebbe notare come la peggiore borsa del 2018 sia quella che nel decennio ha decuplicato il proprio valore, divenendo la migliore d’ europa, con una crescita del +112%. In sostanza, chi ha acquistato l indice tedesco 10 anni fa guarderebbe al meno 18% di questi’ anno sicuramente con uno spirito diverso.

Su un punto Benetti ha proprio ragione da vendere: queste riflessioni sono difficili per gli addetti ai lavori, figuriamoci per il piccolo investitore, che, tra l’ altro, guardando al contesto politico attuale, non coglie spiragli. L’ economia globale inoltre, come se non bastasse, è nella fase “post massimi” e dunque la cautela è senza dubbio un atteggiamento raccomandabile. Nel 2019 sicuramente ci sarà da attendersi rendimenti contenuti ma rallentamento non fa rima con recessione come cautela non fa rima con liquidità. Il lungo termine è la scelta che darà migliori risultati, punendo, come conclude l’ articolo, i detentori di liquidità, la peggior forma di conservazione del risparmio che non solo non remunera ma perde di valore.

 

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