Convivere con l’ orrore della porta accanto

Secondo alcune teorie la nostra vita è piena di bivi che possono concorrere a modificarla e incanalarla in milioni di strade diverse, persino senza uscita.
Ed una strada senza uscita deve essere stata quella imboccata pochi giorni fa da Pamela Mastropietro.
Diciotto anni ed un’ adolescenza irrequieta, in linea ad onor del vero a quella di molte altre diciottenni. Genitori separati, sballo, cotte che provocano forti emozioni e l’ idea granitica che il meglio deve ancora venire.
Guardo Pamela e vedo me, ve lo confesso.
Invece, purtroppo, alle volte, il futuro si infrange contro il muro del presente ad una velocità esorbitante e tutto ciò che lascia di te sono poveri resti. Diciotto anni sono pochi per morire, specie a quel modo.
Continuo a chiedermi come sia possibile riuscire ad accanirsi con una violenza tale su un essere umano ma poi penso che in effetti di chi ha commesso questo abominio non so nulla anche se immagino che di sicuro deve trattarsi di qualcuno che con queste violenze e atrocità deve averci avuto a che fare.
Penso a Pamela e ricordo la diciottenne che ero e la donna che sono oggi: è successo a lei, sarebbe potuto accadere a me, a molti di voi che leggete. E tremo.

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