Siete tristi?regalatevi un servizio fotografico.

foto di Filippo Basetti, Pistoia,2017

Buongiorno a tutti, miei cari vacanzieri!

Ieri anticipavo a mezzo face la volontà di scrivere un articolo sull’ uso “terapeutico” di un servizio fotografico. Eh si, avete capito bene: tra i molti motivi che possono spingere una persona a farne uno( penso ad esempio al lavoro, ad un’ occasione della vita che è indispensabile immortalare e compagnia danzante), c’ e’ quello di migliorare la propria condizione mentale in un momento particolarmente difficile. Quando Filippo Basetti mi ha proposto questi scatti, esattamente come accaduto con quelli di qualche anno fa, per me lo era e forse, chissà, e’ proprio la macchina fotografica che lo capta, assorbendo le energie negative e restituendo immagini più o meno impattanti. Ciò che spesso ci succede infatti è di trascorrere i momenti bui nel limbo, attorniati dalla nostra aura di malinconia, con lo specchio che ci rimanda un’ immagine di noi che non ci piace. Se serve stare in questa condizione? Oh, si. Troppo spesso rifuggiamo il dolore non comprendendo la sua importanza. Ma questo è un altro discorso, oggi invece voglio suggerire a chi nel dolore ci sguazza da tempo, questo sistema come medicina, specie per le donne.

Vi hanno lasciate per un’ altra?
Amate senza essere corrisposte?
Vi ha fatto candidamente sapere che piuttosto che star con voi si evirerebbe e lo darebbe agli squali?
Guardate le foto delle ragazze su face e trovate che tra tutte, voi somigliate piu che altro al fenicottero rosa su cui volteggiano aggraziate?
Eravate in fila in discoteca e i ragazzi avanti a voi vi hanno ceduto il posto dicendo: “prego Signora, in rispetto alla sua età?”
Avete incontrato la vostra compagna di banco del liceo al supermercato col marito, sosia di Tom Cruise ai tempi di “top gun” ed il figliolo biondo con gli occhi celesti nel carrello della spesa mentre voi, sosia della barbona all’ angolo, acquistavate le scatolette e la sabbia per la lettiera del gatto?

Se vi ritrovate in uno di questi casi (o magari anche in tutti), un servizio contribuirà ad accrescere l’ autostima, vi restituirà la dignità che credevate perduta e vi donerà sicurezza in voi stesse.
Ad una condizione però: che vi affidiate ad un professionista. Di questi tempi infatti non è raro essere contattate da dozzine di ciarlatani che, in virtù del fatto di possedere una macchina fotografica, si spacciano per fotografi. Ecco, questo tipo di persone sono da evitare come la peste.
Anzitutto perché non faranno un buon risultato, poi perché purtroppo accade che, oltre a non essere bravi, siano dei poco di buono. Tranquille: i furbetti li riconoscete subito.
Appena fiutano infatti la vostra condizione, come avvoltoi con la carogna, si fiondano addosso, cercando di convincervi che occorra qualcosa di “impattante”. Scuse, insomma, per sbavare un po su di voi, peggiorando ulteriormente la vostra condizione emotiva e creando spesso anche situazioni di disagio. I risultati poi non vi entusiasmeranno affatto, anzi, forse quell’ effetto “prostituta disagiata” vi creerà un tale imbarazzo che al confronto, la mia faccia quando dissi al cliente cieco “firmi qui” indicando col dito un punto sul foglio, parrà la più normale del mondo.
E’ importante inoltre che spieghiate, visto che pagate, cosa state vivendo, lo scopo che volete raggiungere, le vostre idee sul progetto.
Ciò detto, non vi resta che provare, con buona pace dello psicoterapeuta. ;)
Baci baci da Sgamby.

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