Il tempo non va tenuto troppo stretto, nemmeno sprecato però.

Penso che la vita, in fondo, sia un po come una sorta di contenitore. Quello che via via ci butti dentro è quello che ritroverai quando, alla sua fine, deciderai di vedere negli anni cosa hai raccolto.

Ecco, ci sono quelli che credono sia importante accumulare: cose, persone, non fa differenza. La loro scatola, quando sarà il momento, sarà piena fino all’ orlo. Molte delle  robe che ci sono dentro non ricorderanno neppure come e quando le hanno avute, molte di quelle vite saranno solo ricordi confusi, slegati da odori, contesti, storie. Avete presente ad esempio chi passa la vita a collezionare vagine o peni?Ecco, giusto per dirne una. Una vagina è e resta una vagina, e certo: due identiche non esistono ma…siamo poi proprio sicuri che arrivati a una certa ce le ricorderemo tutte? non è più plausibile che ricorderemo quella con cui c’ è stato il tempo fisiologico di creare una “storia”?non so, del tipo…”questa vagina appartiene a Carla. Me la ricordo Carla…l’ ho conosciuta una sera a una festa sul mare. Amava camminare scalza e si addormentava sempre un attimo dopo aver fatto l’ amore. Quando parlava strizzava gli occhi ed era una cosa che mi dava molta noia a guardarla, ma quando la baciavo sentivo il profumo di pesca dei suoi capelli e non riuscivo mai a dire basta”.

Non lo so se capite che intendo…Comunque vale anche per gli oggetti, gli lobbies, tutto ciò che ci riguarda.

Poi ci sono persone che nella vita hanno puntato alla qualità: nella loro scatola ci saranno poche, pochissime cose, ancor meno persone. Ciascuna di quelle cose, ciascuna di quelle persone però porta con se ricordi vividi e brividi. Sapori e profumi, gioie e dolori lancinanti. Saranno quelli che hanno sgobbato una vita per ottenere la macchina che desideravano o che non avranno mai vissuto a pieno grandi amori perché troppo critici rispetto al mondo intorno a loro.

Ai primi, al momento debito, inutile dire la delusione che resterà tra le mani, il senso di vuoto per quella vita vissuta si ai cento all’ ora,attorniati da mille persone, da splendide donne o aitanti uomini di una, due, dieci notti,ma sostanzialmente sempre in solitaria. Ai secondi resterà l amaro in bocca per l’ eccessiva morigeratezza. Forse si poteva fare di più. Forse si sarebbe potuto dare più fiducia e tempo a qualcuno, forse occorreva spaziare un po’  di più tra gli umani interessi.

Come sempre, io credo, la giusta misura sta in mezzo.

Io non voglio essere avara, do tempo a tutti coloro che credono abbia un senso far incrociare le nostre esistenze, convinta come sono che ogni esperienza sia di insegnamento per ciascuno di noi, nel bene e, ahimè spessissimo, nel male. Tuttavia non intendo farlo trascorrere in modo convulso con chicchessia ne mi sento bramosa di collezionare milioni di inutili suppellettili. A venti anni, probabilmente la quantità conta, è esperienza. Dopo i trenta la qualità è tutto. Donate il vostro tempo, non siate avari. Non sprecatelo però, non tornerà.
Sgamby.
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