SPEED DATE, L’ AMORE IN 300 SECONDI

Ore 20.30.Il ritrovo. Ferma al semaforo aspetto le mie due compagne di avventura, non molto convinte di questa esperienza ma disposte, da brave amiche quali sono, a condividerla. Durante il viaggio chiacchieriamo sui tipi che ci saranno: secondo Mina saranno ¾, sudaticci e calvi, secondo Francesca sarebbe meglio bigiare come a scuola e andare a fare un giro nella movida fiorentina
Ore 21.00. L’arrivo. Parcheggiare in pieno centro a Firenze è un impresa, anche se è un mercoledi. Con una botta di c…o clamorosa troviamo un parcheggio libero e entriamo nel locale, dove tre organizzatrici ci accolgono e Mina viene scambiata per compagna di scuola di una delle tre. Per venti euro scambiamo un gettone drink, un numero adesivo da attaccarci sul petto (siamo 13-14-15) ed una scheda in cui indicare il numero dei ragazzi incontrati e l’ eventuale preferenza.
Ore 21.10. Oh mio Dio. Appena entrate in sala l’ istinto è di fuggire via a gambe levate. Le luci son bassissime, le facce non molto ridenti e la musica lugubre. Per fortuna alla sinistra c’ è il buffet, sul quale ci fiondiamo subito dopo la sosta al bagno (scarico rotto NDR). Le cibarie sono buone davvero, le alette di pollo deliziose, come la pizza e quindi assaporiamo tutto molto volentieri mentre i primi più o meno timidi approcci inquietano alquanto le mie compagne. Francesca non vuole mettere il numero sulla maglia, ha il terrore di essere rintracciata in qualche modo. Lei e Mina vanno a prendere da bere, io resto seduta, mentre un tizio esageratamente brillante (e palesemente poco convincente) viene a chiedermi se sia la mia prima volta. Rispondo, ma soprattutto chiedo e ascolto. Lui è un quarantacinquenne e ne ha gia fatto un altro. Gli chiedo cosa non sia andato bene l’ altra volta e mi spiega che è stato sfortunato: l’ altra volta il gioco era a tema e lui doveva impersonificare Paperino. Essendo un personaggio notoriamente sfigato questa cosa non ha fatto presa sulle donne, ecco perché ci riprova con i 300 secondi. Io, senza fare descrizioni fisiche o altro in rispetto alla correttezza che mi riconoscerete, vorrei esplodere a ridere, ma mantengo la calma, ripromettendomi, il gioco dei ruoli, di volerlo assolutamente fare alla prima occasione utile. Nel frattempo l’ organizzazione procede a collocare i segnaposto per noi donne ed io vengo separata dalle mie compagne. So già che sarà una perdita immane, ascoltare i dialoghi di Mina è quanto di piu meraviglioso possa capitare ma del resto son qui per riflettere sul gioco, sui suoi partecipanti e su di me, probabilmente è un bene.
Ore 21.30. Le regole. Ci sediamo al tavolo col numero corrispondente all’ etichetta adesiva (noi donne resteremo sedute tutto il tempo, i maschi gireranno). Al suono del “cambio!” i maschi scaleranno di un posto, e avranno altri 300 sec per ricominciare a conoscersi. Siamo circa 25 coppie. Ci sarà un break a metà gioco. Sulla scheda di gradimento indicheremo su una colonna il numero che abbiamo davanti a noi e se la persona ci interessa faremo una crocetta sul “si”. Alla fine del gioco le schede verranno consegnate con la firma della liberatoria per la privacy e nei giorni a venire verranno incrociate: se due persone si saranno reciprocamente messe “si” la direzione provvederà a scambiare le mail.
Ore 21.45. Si gioca. Parto con il primo: balbetta, mi guarda ma non sa bene cosa dirmi. Gli do spalla facendogli io un po di domande, si riprende un po ma tutto sommato esistono evidenti difficoltà di interazione, forse perché son la prima. Tutti si lamentano che il tempo sia poco, tuttavia il 99%dei casi fa pause anche abbastanza lunghe proprio perche incapace di interagire. Trecento secondi possono esser pochi ma, ve lo garantisco, alle volte anche molti. Son quasi tutti informatici e affini, dai 29 ai 45 (ma c’ era anche un imbucato di 50 anni che sorrideva per averla fatta franca), per la maggiore di Firenze ma provenienti anche da Livorno, Prato, Grosseto, Liguria ed Emilia Romagna. Si dichiarano tutti single per sfortuna e fato avverso e mai, ad eccezione di un caso, appaiono parole come “timidezza eccessiva”, “criticità caratteriali” o comunque responsabilità personali. Le storie che ascolto son tutte simili, in molti hanno già fatto esperienze di questo tipo ed alcuni con questo gruppo ha anche partecipato a viaggi, cene con delitto e compagnia danzante. Le mie amiche nel frattempo stanno facendo il degenero perché ogni ragazzo che si siede da me esordisce con la seguente affermazione: “ah tu sei quella che ha portato qui le due ragazze di Livorno, sono divertentissime!!”. Attendo in gloria la pausa anche perché ho il terrore di intortarmi, visto che in alcune edizioni mi vien raccontato che le conosco da sempre, in altre da un mese, in alcune che son salumiere …..sbagliare è un attimo!
Ore 22.30. La pausa. Finalmente il pit stop! Sono stanca, ho recepito informazioni e ne ho date a ritmi serrati, ho un foglietto pieno di numeri che ho cercato di tener nascosto per non fargli vedere croci o meno e soprattutto…ho voglia di parlare con le mie amiche! Corro al loro tavolo e quasi le disturbo, loro stanno continuando a ragionare con i tizi che hanno davanti anche se il tempo è finito. Non me lo aspettavo, visto lo scoramento iniziale, invece sono prese benissimo! Mi avvicino per sentire. Mina sta raccontando di quanto ami la trippa e il cervello. Lacrimo ve lo giuro! Accompagno Francesca fuori a fumare, voglio staccare la testa. Fuori c’ è un’altra donna, proveniente dalla liguria e dispiaciuta perché dalle sue parti, di speed date non ne fanno e lei deve guidare cosi tanto per questi momenti di interazione.
Ore 22.45. Secondo tempo. Ripartiamo, più o meno ordinatamente, avviandoci alla conclusione. Una volta finito il tempo a disposizione son rimasti fuori dal giro completo due o tre ragazzi, ma è tardi e le organizzatrici sono intransigenti. Dobbiamo consegnare la scheda…e la mia è vuota! Ci ripenso, in fondo un ragazzo mi è sembrato interessante, inoltre voglio vedere come prosegue l’ iter quindi una crocetta la metto, tra qualche giorno saprò se anche io sono risultata interessante per lui, intanto scopro che Mina una crocetta l’ ha messa pure e Francesca, la più scettica di tutte….due!!! a mezzanotte la festa finisce e noi ce ne ritorniamo a casa, raccontandoci l’ esperienza e ringraziando Dio della nostra amicizia….la cosa più bella che possa capitare ad una donna ! e allora ecco che comprendo, realizzo il perché di tutti questi singles in giro: non è solitudine, è che certe amicizie sono davvero troppo più complete di una relazione sentimentale e…spesso più durature! 

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