..e prende amore in gentilezza loco…

Boh, alle volte credo abbia ragione mio padre, i libri mi hanno dato alla testa.
La cultura, persino quella piccola briciola insignificante che possiedo io, è una bestia schifosa che ti isola e ti relega in una dimensione ed in un mondo tutto tuo. Una volta che ci sei, purtroppo, non torni più indietro.
Mi capita sempre più spesso di sentirmi tagliata fuori dal mondo, dalle sue dinamiche, dalle persone che ci vivono….esseri che riesco a comprendere anche molto bene e i cui punti di vista spesso divergono dai miei, ma che rispetto e accetto, pur non condividendoli. Purtroppo però non per tutti è cosi, anzi, spesso è vero il contrario: la violenza, anche solo verbale per carità, impera e si impone, con tracotanza e supponenza, spocchiosa e paurosa, lasciandomi basita, pietrificata, incapace. All’ angolo.
Io questa cosa non so gestirla, non ho i mezzi, tantomeno la forza. Lo so, è un problema mio, concetto che mi viene ripetuto spesso, per carità, ma posso tuttavia adoperarmi per la mia salvaguardia allontanandomi, isolandomi, creando distanze.
Quello che non posso fare, e qui mi riallaccio all’ incipit del mio discorso, è allinearmi. Questo briciolo di pensiero critico che con gli anni ho costruito, le mie letture, le mie riflessioni sulla vita e sul suo senso, sulla umana condizione, me lo impediscono: come dicevo dunque non posso tornare indietro. Non posso resecare la mia testa ed essere come molti, non si può.
Talvolta mi vien fatto notare che questo essere diretti al limite dell’ offensivo sia prerogativa delle persone vere. Ma è veramente cosi?
Me lo sono chiesta, tuttavia la mia riflessione mi ha portato ad una soluzione che  non concorda con questa tesi. Sicuramente  la risposta data di impeto e senza riflettere sulla forma identifica una persona schietta ma, questo essere umano cosi franco, quanto si è interrogato prima sull’ effetto che le sue affermazioni hanno sugli altri?
quanto senso di responsabilità e amore nei confronti del prossimo risiede in chi non valuta empiricamente l’ effetto che le sue parole possono provocare su un altro uomo? siamo forse tornati in una sorta di antica Sparta nella quale, chi non ha la forza d’ animo di sopportare faccia a faccia cruenti merita di perire?
La verità è che per taluni, alle volte, le parole sono macigni, per motivi disparati. Non serve star qui a enumerarli, tantomeno a sezionarli. Quello che possiamo fare è dire che la cosa non ci riguarda, vero, possiamo affermare che il nostro bisogno di spontaneità e schiettezza sia superiore al senso di responsabilità per ciò che provochiamo nell’ animo altrui. Possiamo, certo. A condizione che su questo abbiamo riflettuto, che riusciamo a comprendere politicamente, sociologicamente, umanamente questa scelta dove ci colloca. Perché, è bene ricordarlo, le nostre azioni sono uno specchio, in esse vediamo esattamente chi siamo, indipendentemente da chi crediamo o ci raccontiamo di essere.
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