E che il 2017 abbia inizio, anche sul blog.

Il nuovo anno del blog comincia con 14 giorni di ritardo. Il 2016 è stato un anno col botto, pieno di cose bellissime e anche purtroppo di qualcuna meno bella. Una relazione è terminata e due volte la morte ha bussato a persone a me care. Una bambina di sette anni ci ha lasciato in aprile ed un amico cantante ha deciso di legare il suo nome all’ anno delle morti illustri nel panorama musicale, uscendo di scena come solo un grande può fare, il 31 dicembre. Il silenzio e il raccoglimento mi serviva, cosi mi sono isolata per una quindicina di giorni, concentrandomi anche per impostare la partenza del nuovo anno in modo giusto al lavoro nuovo. Ho letto, ho riflettuto, ho tagliato in alcuni casi, ho ricucito in altri. Ieri sera ho capito che era ora di tornare, che ero pronta. Che anno sarà per me? sarà l’ anno del lavoro, l’ anno dello studio della recitazione e dell’ introspezione. Cercherò di proseguire con i viaggi, passione bruciante, ma meno febbrilmente dell’ anno scorso. Il resto sarà ciò che Dio o chi per lui vuole.

Ho appena terminato di rivedere “la ciociara”. Guardare lo stesso film ad età diverse, con consapevolezze differenti, trascorsi che son mutati, competenze più o meno ampliate, beh, è quasi come vederlo per la prima volta. Ricordo che alla mia prima visione ero una studentessa liceale e l’ aspetto che più mi interessava e osservavo era la trama, la storia che raccontava. Ci sono stati poi gli anni della lotta politica e ricordo come fosse ieri l’ attenzione che riponevo per i dettagli storico/politici del periodo narrato e le conseguenze sociali di quelle scelte politiche.
Ed eccoci qui, oggi. Oggi ho guardato il film, o quantomeno ho provato a guardarlo, dal punto di vista tecnico: la recitazione, la regia, la fotografia, il montaggio. La Loren fu candidata e vinse tutto quello che poteva vincere, a ragione. Che gigante che era…e pensare che la parte doveva essere della Magnani! chissà che storia avrebbe avuto il film se lei avesse fatto Cesira e la Loren Rosetta…Invece la parte di Rosetta è stata affidata all’ undicenne Eleonora Brown. Per farla piangere a dovere nella scena finale del film De Sica le raccontò che la sua famiglia era morta in un incidente d’ auto, una cosa che, se fatta oggi, comporterebbe, credo io, una trentina di denunce e una vita di psicoterapia.Ma erano altri tempi. Era un altro cinema. Era il periodo in cui un’ attrice (Magnani, NDR) rifiutava un ruolo che già si sapeva sarebbe stato candidato a innumerevoli premi, perché riteneva che la troppa vicinanza anagrafica e le troppe differenze fisiche con una Loren figlia avrebbero nuociuto al film ed anzi proponeva al posto suo colei che era stata scelta per un ruolo minore.Certo, ora la cinematografia ha fatto passi da gigante, ma, credetemi, quel mondo li a me piace e, se possibile, manca.
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