Natale 2016.

“Quando ero piccolo, le luci dell’ albero di Natale, le luci dellla messa di mezzanotte, la dolcezza dei sorrisi, facevano risplendere i doni di Natale che ricevevo.”
per alcuni è ancora così ed è bellissimo! Sono 34 anni che natale e’ albero, la piazza di fronte la chiesa dove si celebra messa di mezzanotte e risate grosse della famiglia riunita e se Dio deciderà che io debba avere una famiglia e un folle deciderà di essermi compagno questa cosa continuerà ad essere così. Perché? Sicuramente non ha nulla a che fare con il conformismo, parola che peraltro poco mi si addice. Nemmeno con il concetto di tradizione stretto, inteso come ossessiva ripetizione di usi e consuetudini. Ma per la gioia che si prova nel farlo. Mi stanco di molte cose, di molte persone persino. Ma di quella piazza che resta immutata mentre i nostri volti, quelli di chi mi e’ attorno, mutano per L ineluttabile scorrere del tempo, di queste cene luculliane che ogni anno si giura di non rifare più, di questi pacchetti che magari non contengono Rolex ma che son stati presi X te e tu hai preso per altri… di tutto questo non posso ne voglio fare a meno. In tutto questo, mi direte, non ho nominato Gesù, il protagonista del Natale. Io vi rispondo che Gesù e’ tutto questo. Ed ora concludo con un pensiero a chi è solo. Si, forse dovrei pensare a chi è in Siria, in ospedale ecc ma quest anno il mio pensiero mi sento di indirizzarlo a chi vive in solitudine, forse perché col passare degli anni quella vita comincio a conoscerla sempre di più. Lo so che la solitudine spesso e’ salvezza. Lo so che è compagna preziosa e rifugio di pace. So che chi L ha scelta come compagna di vita sorriderà di questo mio post ma a loro vorrei dire che come ogni muscolo, anche il cuore necessità di un allenamento e di un piccolo sforzo in tal senso. Per quanto sia più facile star soli, allenatevi piano piano a non esserlo. Aprite una porticina di servizio e permettete a qualcuno, un po’ alla volta, di spazzare la polvere che c è dentro il vostro cuore. Perché? Perché L affetto fa a lui quello che la primavera fa con gli alberi: li fa rifiorire, rinvigorire, dona energia e linfa che credevate perdute da tempo o che credevate non potessero esistere in voi. Certo, potrà capitare che qualcuno vi metta tutto a soqquadro e scappi via, facendovi provare quel dolore che tanto odiate e temete…che ci guadagnate dunque? Beh, ho cominciato citando il piccolo principe, finirò usando sempre le sue parole: “ci guadagno, disse, il colore del grano”
Non siate pigri, e’ una paginetta, andatevela a rileggere

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