Elham nuota per l’ IRAN.. E per tutte noi.

Oggi è una calda giornata d’ estate. Sotto l’ ombrellone a tratti pare mancare l’ aria. Nonostante il sottile e leggero costume l’ afa ti divora, mentre il mare, calmo e cristallino, pare invitarti a danzare con lui, dentro lui. Qui, sulla sua riva, penso a Elham.
Elham Asghari è un’ atleta iraniana, di poco più grande di me, che con la sua storia mi ha insegnato molto, umanamente, politicamente, socialmente, culturalmente. Ma vediamo di andare con ordine, provando a seguire quello che è l’ ordine tipico della narrazione giornalistica e rispondendo dunque alla regola delle “5 W”.
lo scorso 11 giugno, una giovane donna, ha stabilito il record di nuoto in mare aperto della sua nazione percorrendo 20 chilometri in meno di 6 ore.
Fin qui, nonostante si tratti comunque di una prodezza, nulla di eccezionale.
Ma la narrazione diventa particolare quando al racconto aggiungiamo che la donna in questione è un’ iraniana e che tale record non è stato ottenuto nuotando con una muta leggera, ma con uno scafandro di 6 chili costituito da muta da sub, cuffia, camicione lungo fino ai piedi e foulard in testa. Non si tratta purtroppo di un abbigliamento dettato dalla volontà di detenere un record in modo eccentrico, ma di una necessità dettata dalla nazione di appartenenza della donna, l’ Iran per l’ appunto. In questo Stato, infatti, le donne possono nuotare solo a determinati orari, in determinati giorni, presso piscine pubbliche e comunque solo coperte dall’ hijab. Il mare, o meglio, la spiaggia, gli è consentita, ma solo in apposite aree.
Per le atlete iraniane è fatto divieto di partecipazione a gare fuori Paese e, proprio a causa delle regole sopra enunciate, il record di Elham rischia di non essere ritenuto valido.
La prima motivazione per cui le verrebbe negato il risultato consisterebbe nel fatto che, appunto, alle donne è proibito il nuoto in mare aperto.
Al secondo posto invece vi è la mancanza di una descrizione “ufficiale”registrata presso il ministero dello sport, di come dovrebbe essere un costume per donne nuotatrici in mare aperto, e comunque, a prescindere da tale mancanza, la muta da palombaro della giovane atleta, è stata ritenuta troppo provocante al momento dell’ uscita dall’ acqua.
Già nel 2008, con non poche difficoltà, la nuotatrice aveva ottenuto un altro record, mentre nel 2010 aveva dovuto rinunciare all’ impresa prefissata ( la circumnavigazione dell’ isola di Kish) perchè investita dalla barca della polizia.
Quella di questa donna, che nuota da quando aveva 5 anni, è una battaglia che ha un valore senza pari per un’ intera società, una società che ritiene in modo aprioristico che esista un genere inferiore, al quale nega qualsiasi forma di diritto, e al quale riconosce invece un corpo che è di fatto ritenuto una vergogna, che va nascosto, celato sotto abiti improbabili e soffocanti. Elham ha denunciato a tutto il mondo quanto accade alle donne iraniane, ha utilizzato il suo volto e si è esposta perchè finalmente si abbattano i recinti mentali di un popolo, divenendo emblema di una battaglia di civiltà e democrazia per centinaia di migliaia di donne. L’ Iran della primavera araba ha portato numerosi miglioramenti nella vita degli iraniani, ma ha purtroppo fallito nelle battaglie di genere.In quegli anni infatti persino una parte della sinistra cominciò ad articolare un tema secondo cui le questioni sollevate dalle donne erano marginali rispetto agli obiettivi della lotta nazionaliste e antimperialista. La guerra Iran-Iraq rese la situazione ancora peggiore, e vennero man mano zittite le voci delle donne contro l’agenda islamista di genere, con la perdita di quei modesti guadagni ottenuti dalle donne sotto lo Scià accompagnata dall’introduzione di nuove schiaccianti restrizioni dello status e della mobilità delle donne.
Oggi, forse, anche grazie a donne forti come Elham, i tempi sono maturi per vincere questa guerra illogica e inaccettabile. Ciascuno di noi adesso deve dare il proprio piccolo contributo raccontando queste storie, denunciando questi atteggiamenti, vigilando affinchè il suo record venga registrato e facendo pressioni affinchè ogni Stato contempli nelle proprie costituzioni l’ uguaglianza formale e sostanziale di ogni cittadino.

https://www.youtube.com/watch?v=6knmnOebfzg

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