LA NOSTRA GUERRA NON E’ MAI FINITA. Quando si parla di mafie non accetto lezioni da nessuno.

Cari amici,
di seguito l’ articolo pubblicato da “Quarrata News” e la mia pronta ed immeditata risposta. Che dire? senza parole…

LA MAFIA
E LA CROCE

AVEVO PREGATO – e per scritto – sia Antonio Sessa (che mi aveva risposto sarà fatto) sia Luigi Scardigli, di rappresentare a Tizian la tragica situazione che avevo evidenziato nel post “La nostra guerra non è mai finita”, ma non finirà neanche mai, dato che mi sembrava di estrema importanza la presenza, a Pistoia, di un tale uomo e anche della Sgambellone, che, fra l’altro, bàzzica in Libera, l’associazione molto culturale e molto muta, come ho fatto vedere e dimostrato, sui temi e sui problemi reali di Pistoia.
Non ritrovo però, nel pezzo di Luigi, alcun accenno a questo: c’è solo un resoconto, del pomeriggio e della presentazione: una narrazione che segue, passo passo, gli avvenimenti. Un temino – insomma – scritto bene, ma niente più.
Resto, perciò, molto stupito e contrariato.
L’informazione – quella vera, voglio dire: che cerco di seguire quasi come un’ossessione in tanto grigior di cronache – corre sui binari della scomodità delle domande e dell’imbarazzo delle risposte: e sì che Luigi con la sua famosa domanda scomoda alla De Sio sull’amianto in Breda, si guadagnò l’espulsione del democratico ispirato Luigi Egidio Bardelli, cavaliere della luce, dalla democraticissima ispirata Tvl/Bardelli/Aias ora – e ancora per poco? – Apr, visto che si parla di sbaraccare e scaricare il personale alla Fondazione di don Diego.
Sarebbe stata un’ottima occasione per parlare della mafia a Pistoia, dei silenzi della città, delle sue omertà, dei suoi comitati d’affari trasversali annidati in tutte le istituzioni e con il tacito beneplacito di quasi tutti, tranne dei veri disarticolati (e perciò profondamente odiati) come noi.
Si è trasformata in una serata da vecchiette che giocano al burraco.
Scusatemi se porto via la pelle con la frusta, amici: ma l’impegno richiede testimonianza.
Come quella di Cristo, che si fece imbullettare in croce.
Edoardo Bianchini

Gentile Bianchini,
la presente per illustrarLe alcune imprecisioni ed inesattezze presenti nelle sue riflessioni in merito alla presentazione del libro di Giovanni Tizian, “la nostra guerra non è mai finita”, causate, probabilmente, dalla sua assenza all’ evento in questione.
Anzitutto la scrivente non “bàzzica”, né ha mai bazzicato, in Libera, associazione che tuttavia gode della mia stima per quanto ha fatto e quanto quotidianamente fa nella lotta alle mafie. Sono una militante di Legambiente, molto impegnata ed interessata al tema delle mafie e che pertanto non solo utilizza in modo del tutto gratuito week end primaverili per sensibilizzare su questo scottante tema la cittadinanza pistoiese, ma soprattutto, non ha alcun motivo per temere la discussione su questioni scottanti come la MPS o le infiltrazioni a Pistoia delle associazioni mafiose. Se lei fosse stato presente all’ incontro, probabilmente, avrebbe potuto ascoltare i molti riferimenti al territorio pistoiese, che le riassumerò in poche righe, disponibile ad approfondirle più dettagliatamente qualora lei ne ravvisasse necessità. Anzitutto è stato da me citato il rapporto tra massoneria deviata e mafia nella provincia, da Licio Gelli in poi, tema che è stato esplicitato più dettagliatamente dallo stesso Tizian, non dimenticando di citare ad esempio le famiglie mafiose che controllano la provincia: Terracciano, ed il clan Formicola. Antonio Sessa, presidente di legambiente, ha affrontato inoltre la questione untouchables, ricordando come legambiente abbia presentato numerosi esposti, al momento fermi in qualche cassetto. La questione è stata così tanto seguita dalla nostra associazione, dal farla finire ( e questa è un anteprima importantissima che abbiamo potuto dare ieri a chi era presente alla nostra iniziativa) nel rapporto nazionale ecomafie 2013 che verrà presentato con i ministri della giustizia, difesa ed ambiente, a Roma, probabilmente nel mese di giugno.
Per quanto attiene alla Monte dei Paschi, senza sapere della sua precisa richiesta, sono stata io stessa a chiedere a Giovanni lumi sui possibili raporti tra quest’ ultima e la morte di suo padre, sottolineando, da calabrese quale sono, come la calabria degli anni ottanta, forte di introiti miliardari derivanti dai proventi dei sequestri di persona, fosse caratterizzata da un numero impressionante ed anomalo di sportelli bancari, per una realtà, preme ricordarlo, fortemente depressa, tanto da rappresentare ufficialmente la regione più povera d’ Italia. Giovanni ha sottolineato come la pista bancaria sia stata a suo tempo poco sviluppata e come inspiegabilmente i rapporti su quanto emerso dalle ispezioni siano assenti dagli incartamenti sulla morte del padre. Ma il dibattito non è stato solo questo. Sono stati affrontati inoltre i temi di mafia e gioco d’ azzardo, i rapporti con la politica, le agromafie e le mafie internazionali. Un dibattito cominciato alle 17 e terminato alle 19 che tutto è sembrato, mi creda, fuorchè un torneo di burraco tra vecchiette. Unica nota negativa, l’ assenza dei media. Questo, me lo consenta, è veramente l’ aspetto più brutto della giornata. Per questo ringrazio lei e la sua testata per l’ attenzione rivoltaci e per lo spazio che vorrà nuovamente riservarci per questa precisazione. In attesa di poterla incontrare, questa volta fisicamente, a nostro prossimo dibattito, la saluto cordialmente e ricordo a lei e a tutti i lettori di quarrata news che un appuntamento per parlare di mafia non è mai un’ occasione sprecata, ma un momento per accrescere le conoscenze e la sensibilità di chi ci ascolta.
Daniela Sgambellone per Legambiente Pistoia

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